Tour in Olanda: Milano – Vinkel in sei giorni! Dal 25 al 30 Agosto 2005 - Diario del Tour Olandese
L'idea è nata a fine maggio: organizzare un viaggio per andare a festeggiare i cinque lustri del Van Club 500 Olandese, il primo club di 500 nato in Europa.Un raduno più un viaggio di circa 1.300 Km all'andata ed altrettanti per il ritorno da fare attraversando la Svizzera, la Francia, il Belgio, il Lussemburgo e infine l'Olanda.Già durante il Meeting di Garlenda sono arrivate le prime adesioni: a me, Paolo, Antonio Cassella si sono aggiunti Moreno Salvetti da Avio (TN) (conosciuto con lo pseudonimo MMM nella frequentatissima bacheca Internet del Club), Stelio & Marinella; in extremis (una settimana prima della partenza) Bighin Gianni da Pancalieri (TO) e Michele Raviolo da Grugliasco (TO). Doveva esserci anche Luca Tesini, il nostro fiduciario di Verona, ma l'imminenza di un esame universitario lo ha costretto a rinunciare alla mitica impresa.Il giorno della partenza viene fissato il 25 agosto: due giorni per raggiungere l'Olanda, due giorni di raduno e due giorni per ritornare.Le condizioni meteorologiche dell'Europa centrale (una disastrosa alluvione) creano qualche apprensione il giorno della partenza: non si può passare dal San Gottardo (come era stato previsto) e neppure dal Brennero, anch'esso chiuso per allagamenti. Unica soluzione il San Bernardino svizzero allungando un po' la strada. Il viaggio della sottoscritta e di Paolo inizia subito con un inconveniente: la batteria della nostra L rosso corallo (Puffi Nuvoletta) esala l'ultimo respiro alle 5,15 davanti alla porta del garage. Dove trovare una batteria nuova a quell'ora mattutina? Ci viene in soccorso il nostro amico Enzo che ci accompagna a recuperare la batteria della nostra Giardiniera Furgonata. Così un pezzo di un'altra delle nostre mitiche vetture ha fatto il viaggio con noi! Arriviamo così in ritardo di un'ora all'appuntamento all'area di sosta Lario sulla Lainate-Chiasso: ci sono già Antonio, Moreno, Stelio & Marinella che ci attendono insieme a Simone Tortini di Milano, che non ha potuto partecipare al viaggio per problemi di lavoro. Siamo tutti eccitati per l'impresa ed incominciamo con il vino della Cantina Cristoforetti Giambattista produzione vini tipici del Trentino di Avio (TN) portato da Moreno facciamo un bel brindisi augurale nella speranza che il viaggio si svolga senza troppi intoppi.Michele registra le valvole della D verdolina di Antonio che hanno qualche problemino e l'avventura può avere inizio. C'è anche la N del 1959 di Moreno: una bella faticaccia per una vettura di quasi cinquant'anni! Poi la L carta da zucchero di Stelio & Marinella, la 500 “Matilde” di Giovanni e la 500 “600” (cofano posteriore ricavata dalla sorella maggiore) di Michele.Passiamo la frontiera con la Svizzera ed affrontiamo il San Bernardino svizzero: a causa dell'alluvione, il passo è affollatissimo ed impieghiamo circa quattro ore per superarlo. Un'altra coda di oltre un'ora ci attende a causa di un incidente.Ripartiamo e dopo qualche chilometro ci dobbiamo fermare perché ci è venuta fame (sono già le 14,30): consumiamo il pranzo in un'area dei servizio nei pressi Arosa con le cibarie che ci siamo portati da casa. La temperatura è frizzantina, ben diversa da quella che abbiamo lasciato in Italia.Arriviamo a Zurigo ed arriva anche il primo guasto meccanico: la frizione della vettura di Stelio & Marinella. E' impossibile riparala subito e Stelio & Marinella devono imparare a partire con la seconda: qualche problemino a fare tutto questo ambaradan nel bel mezzo del traffico di Zurigo, perché Zurigo non ha una tangenziale ed occorre attraversare tutta la città per raggiungere l'autostrada. Dalla Svizzera alla Francia e incomincia a piovere in maniera sempre più copiosa man mano che procediamo verso l'Alsazia. Sono già le 21 e Rosheim non si vede ancora all'orizzonte!Telefoniamo a suor Marie – Pière del Convento delle Suore Benedettine perché temiamo che ci facciano dormire sui banchi della Chiesa. Nessun timore: ci aspettano. Finalmente attorno alle 22 riusciamo ad approdare nella stupenda città di Rosheim (città delle rose) vicino a Straburgo, guidati da Antonio che ci conduce a colpo sicuro al convento nonostante il buio. Il primo giorno del viaggio si è concluso!Siccome non è possibile piazzare le tende perché nel prato non c'è l'illuminazione, dobbiamo arrangiarci a dormire in un salone tutti assieme, perché non ci sono camere libere.Per cena le suore ci hanno preparato un ottimo minestrone che tutti apprezziamo molto, tranne Moreno …..che si non si è lasciato convincere di assaggiare la minestra.Alle 8,50 di venerdì 26 agosto l'allegra brigata riprende il viaggio verso l'Olanda. Michele ha deciso di riparare la frizione appena arrivati e quindi Stelio & Marinella ripartono in seconda o con qualche spinta.Occorre ritrovare la strada. Ci fermiamo per consultare la cartina. Per evitare un'altra partenza disagiata a Stelio & Marinella, Michele consiglia di girare attorno alla rotonda: il giro in giostra di Stelio & Marinella dura per circa dieci minuti. Paolo è preso da un attacco di ridarella e non si riesce più a fermare…..si divertono meno Stelio & Marinella che sono passati alla storia come “l'uomo e la donna che hanno fatto più rotonde”.Il viaggio procede spedito: Alsazia, Lorena e il Belgio si avvicina. A causa di una deviazione riusciamo a saltare il Lussemburgo e ad accorciare la strada di 40 km. L'autostrada belga è un disastro: piena di buche e temiamo di rovinare le macchine. La N di Moreno ha dei problemi a un cuscinetto: il cuscinetto viene sostituito, ma c'è bisogno di un po' di grasso. La soluzione? Prendere il grasso dalla balestra di un camion: previa l'autorizzazione del proprietario, Moreno e Michele procedono all'operazione.Passato il Belgio, approdiamo in Olanda: Maastricht, Eindhoven,'S – Hertogenbosch, Nijmegen, Oss e finalmente Vinkel: siamo arrivati e sono le 21 di venerdì sera. Domenico e Robert ci attendono al campeggio Libèma Vakantieparken, dove alloggiamo tutti assieme in un bellissimo bungalow, che sembra una villetta.Siamo tutti emozionati per questa avventura, anche se siamo stanchi per il lungo viaggio. Dopo un frugale cena presso la tavola calda del campeggio, accompagnata però da un'ottima birra, decidiamo di andare a dormire.All'indomani iniziano le operazioni di iscrizione al raduno. Espletata questa formalità, ammiriamo la partenza del lungo serpentone colorato di cinquine per la caccia al tesoro: rinunciamo, non abbiamo voglia di fare altri 80 km! E poi ci sono le macchine da riparare: la frizione di Stelio & Marinella e la balestra di Moreno.C'è anche un mercatino di pezzi di ricambio , però non aprirà fino al pomeriggio. Inizia la riparazione della L di Stelio & Marinella: Michele con Moreno riescono a sostituire la vite della forcella della frizione che ritorna a posto.Davanti al nostro bungalow c'è un laghetto e un recinto con dei cavalli da tiro: Michele è affascinato da una stupenda cavalla che va sempre trovare con qualche prelibatezza da assaggiare che apprezza molto.Un cane invece apprezza molto il laghetto, specie se nel laghetto si trovano pesci da mangiare: è così felice del pasto inatteso che per poco travolge Paolo mentre gli fa una fotografia.Intanto arriva l'ora di pranzo. Marinella si improvvisa cuoca con le cibarie che siamo riusciti a recuperare al supermercato del campeggio: apparecchiamo fuori e incominciamo a mangiare. Abbiamo anche un inaspettato ospite olandese, che è ben felice di accettare il nostro invito a pranzo.Non siamo troppo entusiasti del cibo olandese, ma ci consoliamo con il vino fornito dal papà di Moreno.Terminato il pranzo, decidiamo di andare ad aspettare l'arrivo della caccia al tesoro: Domenico e Robert si sono piazzati in ottima posizione ed hanno ottime possibilità di vincere la finale. Apre anche il mercatino così riusciamo a recuperare la balestra per la N di Moreno. Al mercatino la sottoscritta “saccheggia” il banchetto di souvenir allestito da Club olandese lasciando a bocca aperta Antonio che riesce a comprare un solo porta – chiavi in ceramica. Torniamo al bungalow e parte l'operazione di sostituzione della balestra della N di Moreno con l'aiuto di Michele. Paolo documenta con la macchina fotografica tutte le fasi dell'operazione.E' arrivato intanto Robert al bungalow e scambiamo quattro chiacchere mentre i nostri due meccanici lavorano e Paolo continua a fotografare sotto la supervisione di Gianni.Si avvicina l'ora della cena a buffet e del pigiama party. Ci prepariamo per partecipare al buffet. Qui incontriamo altri amici che abbiamo già visto al Meeting Internazionale di Garlenda: Elio Maroadi, nostro fiduciario per la Svizzera, James Di Carlo, fiduciario inglese, il Presidente del Club Belga fiammingo, il Presidente del Club Belga vallone, il Vice Presidente del Club olandese: organizziamo una riunione informale per realizzare un nuovo tour europeo per i festeggiamenti dei cinquant'anni della 500 nel 2007. Il raduno belga precederà quello di Garlenda con una carovana di bicilindriche che girerà tutta l'Europa centrale.Inizia anche il pigiama party. Chiediamo una piccola sospensione per consegnare due targhe: una preparata dal Club e una da tour Saluzzo – Olanda organizzato magistralmente di nostri fiduciari di Saluzzo Piera e Mauro, alla loro seconda esperienza. Robert e Domenico conquistano il primo premio per la caccia al tesoro, un riconoscimento di cui Robert va molto fiero.Siamo stanchi e verso mezzanotte andiamo a dormire: dobbiamo alzarci presto per la colazione e l'incontro con il Club olandese l'indomani mattina. Alle nove in punto, alzati, lavati e stirati, ci presentiamo per la colazione. Da quando siamo arrivati si sente l'impulso di andare a fare un giretto ad Amsterdam: sarà per alcuni richiami (donnine in vetrina, coffee – shop) particolari sarà per la voglia di qualcosa di “esotico”….Mentre Paolo, Michele e Gianni cercano il modo più rapido per raggiungere Amsterdam, con Antonio, Stelio & Marinella proviamo a seguire il road – book per raggiungere un Concessionario Fiat dove è prevista una vista. Dopo che ci siamo persi per la campagna, decidiamo di ritornare indietro ed organizzarci per la partenza ad Amsterdam: pulmino – taxi fino a Rosmalen e poi treno fino ad Amsterdam. Ma alla spedizione manca un partecipante: Moreno che in macchina con Domenico raggiunge il concessionario Fiat ed è perciò costretto all'inseguimento.Alla stazione dobbiamo capire come fare il biglietto visto che la macchinetta ha solamente le istruzioni in olandese: dopo vari tentativi, siamo costretti a farci aiutare da una ragazza e finalmente possiamo partire.Dal finestrino scorre veloce il paesaggio della campagna olandese e vediamo anche i mulini a vento. Siamo ancora una volta emozionati. Il treno approda finalmente alla stazione di Amsterdam che si trova nel centro e così inizia la nostra visita.Amsterdam ha un fascino particolare con i canali, le biciclette e una moltitudine di persone di tutte le nazionalità: è una città cosmopolita. I negozietti di souvenir sono una grande attrattiva: come non resistere agli zoccoli di legno vero simbolo dell'Olanda? Ce ne compriamo tutti un paio, alcuni con i bulbi di tulipano da piantare nei vasi appena arrivati a casa. Intanto Moreno è costretto ad inseguire.L'ex Presidente olandese gli dà un passaggio in macchina fino alla stazione di Rosmalen. Grazie all'aiuto di una ragazza riesce a fare il biglietto per la prima tratta ed è costretto a pagare la multa sulla seconda, ma dopo due ore ci raggiunge al palazzo reale accompagnato dalla ragazza.Il tempo a disposizione per la vista non è molto: sulla piazza reale facciamo le fotografie con una ragazza travestita da morte (…..meglio non scherzare con la morte) ed ammiriamo la facciata del Museo delle Cere di Madame Tussaud. Ancora un giro per i negozi ed inizia ad avvicinarsi l'ora della partenza. Il tramonto sui canali di Amsterdam è proprio meraviglioso, non verrebbe voglia di andarsene più via.
Una piccola sosta per scrivere le cartoline e assaggiare una specialità egiziana (forse carne di montone). Siamo nuovamente alla stazione in attesa di prendere il treno.
Saliamo sopra e sembriamo degli scolaretti in gita, in mezzo agli impassibili olandesi. Un quarto d'ora prima dell'arrivo a Rosmalen avvisiamo il taxi del nostro arrivo imminente: nel nostro bungalow ci attende la cena a base di wusterl, riso e salumi. Ma accade un imprevisto: per scendere dai treni in Olanda occorre prenotare la fermata come in Italia con gli autobus e perciò dobbiamo scendere trenta chilometri più avanti. Stelio, nel suo impeccabile inglese, spiega l'accaduto al capo – stazione che dice di non preoccuparsi, avviserà il treno successivo e così non dovremo pagre un nuovo biglietto.
Si resta in trepidante attesa del treno che arriva circa venti minuti dopo. Saliamo e teniamo premuto il pulsante della discesa per tutto il percorso. L'omino del taxi intanto ci aspetta….
Finalmente riusciamo a ritornare al bungalow e sono quasi le 22. La penultima sera è una serata in allegria: esageriamo un po' con il vino e si eleva il tasso alcolico dell'allegra brigata. L'indomani dobbiamo alzarci presto per partire, ma prima delle due non riusciamo ad andare a letto. La sveglia suona alle sei: ma per qualcuno risulta molto duro alzarsi dal letto, dopo i festeggiamenti della sera precedente. Dobbiamo quindi ritardare la partenza che può solamente avvenire attorno alle ore 10.Facciamo una foto ricordo con gli amici olandesi nel parcheggio del campeggio e mettiamo in moto le vetture. Trascorreremo nuovamente la notte in Alsazia al Monastero delle Suore Benedettine nella ridente cittadina di Rosheim.La giornata è bella e calda: a Maastricht sbagliamo strada e dobbiamo percorrere il lungo fiume per riprendere l'autostrada. Olanda, Belgio, Lussemburgo: facciamo la sosta per il pranzo c'è chi ammira le vetture, chi chiede da dove veniamo, chi si stupisce che abbiamo percorso così tanta strada…..
Il viaggio prosegue tranquillo fino nei pressi di Strasburgo, ma all'uscita dell'autostrada iniziano una serie di noie meccaniche, dovute anche alla lunga percorrenza. Riusciamo a metterci in moto, ma la cinquina di Antonio non ne vuole sapere di ripartire e la dobbiamo lasciare sul carro – attrezzi! Un gran dispiacere non aver concluso il giro in maniera gloriosa come le sue colleghe.
Moreno si trova quindi un compagno di viaggio. Dobbiamo raggiungere il Monastero delle Suore Benedettine di notte in mezzo alla campagna francese. Per fortuna Paolo ha acquistato all'autogrill una cartina della zona e la scrivente munita di pila riesce a trovare la strada (un caso fortuito perché sono una pessima navigatrice!).E' diventato tardissimo: sono ormai le 24 e siamo tutti stanchissimi. Rioccupiamo lo stanzone perché a quell'ora è impossibile montare le tende nel prato del Convento. Abbiamo anche fame e per fortuna le suore ci hanno lasciato la cena pronta.
Anche questa volta non riusciamo ad andare a letto prima delle due! Paolo incomincia a russare fragorosamente e gli arriva una ciabatta dalla sottoscritta e una scarpa da Moreno. Finalmente tutti dormono, ma la sveglia inesorabilmente ci sveglia alle sette.Tutti in piedi e si riparte. Una nuova riparazione al cuscinetto della bicilindrica di Moreno, mentre Gianni e Michele vanno a fare una breve visita alla città che il gruppo non è riuscito a fare con grande rammarico.Ripartiamo per l'Italia. Questa volta il San Gottardo è aperto e percorriamo la galleria lunga 17 Km con un senso di angoscia: pensiamo che se ci fermiamo rischiamo di far intervenire tutto l'apparto di difesa elvetico. Al centro della galleria fa un caldo pazzesco….procediamo verso l'Italia e per la prima volta riusciamo ad arrivare in orario a Como da dove siamo partiti.Per prima cosa andiamo a gustarci il caffè: come lo fanno da noi non c'è paragone in nessun'altra parte del mondo. E' arrivato il momento dei saluti: chi ritorna a Bergamo, chi a Bologna, che verso il trentino, chi a Torino.Siamo un po' tristi: abbiamo vissuto assieme un'avventura indimenticabile che speriamo di rifare il prossimo anno. Le mete da raggiungere non mancano: in Europa ma anche in Italia. Sarò quindi fra un anno di nuovo a scrivere dalle pagine di questo giornale delle meravigliose avventure di un gruppo di cinquine….

La Pres.del Club Italia Silvia Depaoli